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mercoledì, 22 febbraio 2012 ore 13:12


Marcegaglia e Lombardi contro il Comune di Conversano


Impugnato l'atto di accertamento del ristoro ambientale 2011. A rischio il bilancio

Emma Marcegaglia
Emma Marcegaglia
di Redazione GoConversano


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Conversano - Sempre più lontana la riscossione del ristoro ambientale da parte del Comune di Conversano. E sempre più certa la posizione della società Progetto Ambiente (Lombardi e Marcegaglia) che non solo non intende versare quanto dovuto al Comune di Conversano ma ne impugna anche gli atti.
Ad essere impugnata presso il TAR Puglia, è la determina dirigenziale n. 2893 del 19/12/2011 con cui l'ing. Longo, direttore Area Politiche Ambientali, determinava nel dicembre scorso il ristoro ambientale riferito al periodo 28/4/2011-31/12/2011. Un accertamento in entrata di 836.679,53 euro. Fu grazie a quell'entrata "presunta" che il Comune di Conversano potè sbloccare il pagamento di alcune prestazioni che, altrimenti, non sarebbero state soddisfatte economicamente. Le polemiche, nel momento in cui fu accertata quell'entrata furno diverse e, naturalmente, l'amministrazione non ne volle sapere nulla di operare con prudenza. Puntuale è arrivata l'opposizione a quell'accertamento da parte dell S.r.l. Progetto Ambiente Bacino Ba/5, (società formata da Lombardi e Marcegaglia).
La società contesta puntualmente la determina in questione e contesta, naturalmente, il parere a firma della dott.ssa Nitti citato nella stessa determina, dipendente della Corte dei Conti di Bari che senza alcun incarico inviò una nota al Comune di Conversano rilasciando il proprio punto di vista sull'accertamento. La società Progetto Ambiente contesta anche l'incompetenza del Comune di Conversano: "è pacifico infatti che la competenza in materia di determinazione della tariffa per la gestione degli impianti RSU (e delle sue componenti tra le quali rientra la voce relativa al ristoro ambientale) appartiene in via esclusiva all'Autorità Territoriale Ottimale competente per territorio (nel caso di specie l'ATO BA5). ATO Ba/5 presieduta, tra l'altro, dal sindaco Lovascio al quale sicuramente non sfuggiva questo particolare e che, da sindaco della città creditrice, avrebbe dovuto indirizzare gli atti tanto da non farli impugnare. Ancora la società Progetto Ambiente eccepisce per "illegittimità dei provvedimenti per difetto di legittimazione passiva del gestore dell'impianto". In pratica la società ritiene di non dover essere considerata debitrice nei confronti del Comune di Conversano in quanto, dice: è pacifico tra le parti che la tariffa versata fino ad oggi alla Progetto Ambiente dai comuni del bacino non prevede alcuna quota a titolo di ristoro ambientale". E così la società si sfila dalle responsabilità economiche spostando l'attenzione sui comuni dell'ATO BA/5.
Dulcis in fundo, la società Progetto Ambiente eccepisce sulla "illegittimità costituzionale della disciplina regionale pugliese per violazione dell'art.119, comma 1, Cost.". La Progetto Ambiente ritiene illegittima, quindi, la pretesa del Comune di Conversano perché si basa su "una disciplina regionale costituzionalmente illegittima, poiché istituisce un tributo in assenza di una previa disposizione di legge statale che definisca gli elementi essenziali del tributo".
Questa ultima posizione della Progetto Ambiente è rivelatrice della reale volontà che hanno sempre avuto sia la Lombardi Ecologia che la stessa Progetto Ambiente di corrispondere al Comune di Conversano il famoso ristoro ambientale. Questo ricorso, annunciato e altamente previsto e prevedibile, smentisce clamorosamente ogni tipo di assicurazione fatta dal sindaco Lovascio alla città e al Consiglio Comunale. Più volte alcuni consiglieri di opposizione avevano sollevato dubbi sulla corretteza delle procedure dell'amministrazione.
Se il ricorso della Progetto Ambiente dovesse essere accolto, il sindaco di Conversano non solo non riuscirà ad introitare nelle casse comunali il ristoro per il 2011 ma anche per le precedenti annualità per un importo di 6 milioni di euro e sarà costretto a rincorrere gli altri 20 comuni dell'ATO BA/5 con chissà quali prospettive. La più plausibile è quella del del dissesto finanziario che metterà in ginocchio la città.
Per anni la maggioranza del sindaco, pur di sopravvivere, ha accettato il sostegno di consiglieri eletti con l'opposizione legati in qualche modo alla ditta Lomabrdi.
Sembra giunto il momento di chiarire al paese intero se sono più importanti le casse comunali oppure la sopravvivenza politica di una amministrazione che su questo argomento ha anteposto sempre la seconda ipotesi alla prima.


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